FABRIZIO COTOGNO   disegni a matita

Federico Fellini Amarcord


In Amarcord Fellini rievoca un passato che rimarrà anche domani.


amarcord film fotogramma iniziale

Fotogramma iniziale del film di Federico Fellini Amarcord


Fellini ha portato Rimini nel suo cuore e quella che ha filmato è la Rimini che vive nelle sue memorie; per Federico Fellini Amarcord è uno sguardo nel mondo dei suoi ricordi, dei suoi affetti.
Amarcord, storia di un paese chiuso ed ottuso, che rifiuta di vivere l'oggi e resta attaccato al passato. Questo si intuisce già dal titolo stesso: Amarcord, mi ricordo. Ma è un ricordo non vero, vissuto, ma sognato, idealizzato dal lirico, sognatore, intimista Fellini: una verità non vera, una bugia che rivela una verità. Perché secondo Federico Fellini la verità non può essere trascritta, ma deve essere immaginata.


fellini disegni

Amarcord disegni realizzati da Federico Fellini (clicca sull'immagine per ingrandire)


federico fellini disegni

Federico Fellini disegni per Amarcord (particolare)


In Amarcord Federico Fellini dichiara di aver molto giocato con i vari personaggi enfatizzandone le fobie e mettendoci un po' di umorismo.
In Titta, il personaggio principale, è solo l'immaginazione che riesce a dargli il riscatto dall'ambiente cittadino, clericale e fascista, che lo opprime condizionandolo. Una realtà che per essere accettata e vissuta ha un bisogno sfrenato dell'immaginazione. Da un presunto autobiografismo si passa ad una verità vera, che tocca la vita vera, la vita di tutti. Amarcord ha successo proprio perché il pubblico rivive nelle storie dei protagonisti la propria vita, ognuno la sua. Il film rappresenta l'Italia come era, l'Italia come è. In questo senso Amarcord è il film più forte, più intimista di Fellini. Il film Amarcord rappresentando la vita dei personaggi, rappresenta anche la vita degli spettatori, che ne restano avvinti. Federico Fellini stesso è stupito, o perlomeno finge di esserlo, del successo del film, tanto da dire: “è curioso, mi pare di essere un figliol prodigo tornato a casa...”.


federico fellini amarcord

Federico Fellini, ritratto a matita realizzato da Fabrizio Cotogno (clicca sull'immagine per ingrandire)


Fellini è la mente, il cervello che filma servendosi di attori spersonalizzati e portati ad obbedire ciecamente al Maestro. Un regista “magnetico” con il bisogno di riportare sullo schermo emozioni vissute, per farle rivivere con volti nuovi in situazioni nuove. Un uomo che riesce ad essere burbero, ma anche pieno d'amore, che appare folle, ma che in realtà è solo un grande attore, il miglior attore del mondo, che mette in scena, recitando, la sua vita. A Fellini piace essere definito un narratore di storie. Si diletta a inventare film che sono autobiografie un po' approssimative, dei racconti di vita narrati con una buona dose di ispirazione.

Federico Fellini, il maestro, il regista della fantasia, sostiene di essere una delle persone più fortunate che siano esistite perché nella sua vita è riuscito a fare ciò che amava e, sinceramente, non sa se avrebbe potuto fare altro.


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(ritratto a matita esposto al Museo dell'Umorismo)


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